Il Gargano si presenta come una penisola che per la varietà di
ambienti presenta un’elevatissima biodiversità. Oggi
protetto quasi totalmente dall’omonimo Parco Nazionale, è spesso
considerato come un isola biologica poiché è circondato
per tre lati
dal mare Adriatico e sul quarto lato, al suo confine con il Tavoliere,
da distese coltivazioni cerealicole. Pochi sono i possibili
corridoi ecologici con il Subappennino, esclusivamente riferibili
ai corsi d’acqua, che a causa delle manomissioni ambientali
perpetrate nell’arco di decenni sono ridotti a canali profondi
e stretti spesso senza alcuna vegetazione ripariale.
Si tratta dell’area che ha conservato la più alta naturalità della
Puglia con la presenza di numerose specie (dal Capriolo italico,
al
Gatto selvatico, da numerose specie acquatiche a rapaci rari
e minacciati come il Lanario) ed habitat (dalle faggete della
foresta
umbra ai pascoli aridi pedegarganici, dalle falesie marine, ai
valloni rocciosi) di estremo valore conservazionistico, la sua
caratteristica di isolamento rispetto al resto del territorio
ha consentito la presenza di specie endemiche come la campanula
garganica o la scabiosa di Dallaporta.
Parlando di Gargano, di cui sono rientrate nel perimetro dell’omonimo
Parco Nazionale, non si può non ricordare le Isole
Tremiti la cui riserva marina è stata istituita per tutelare
le sue acque cristalline ricche di ittiofauna così come gli
habitat terrestri
e le specie presenti come le berte (Berta maggiore e minore)
che nidificano in questo unico sito dell’Adriatico italiano.