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Pro - Natura

Riavvistata la foca monaca in Sardegna

18 maggio 2007

La foca monaca è tornata in Sardegna
Il suo muso scuro e baffuto è
tornato a fare capolino fra le onde dei mari sardi. Questa volta è
vero, la foca monaca è comparsa e non si tratta della bufala diffusa da
qualche turista burlone. Si tratta di un gruppetto di circa quattro
esemplari, compreso un cucciolo, attratta probabilmente dalle numerose
grotte presenti sulla costa sud-occidentale.
La biologa Federica
Maggiani, responsabile scientifico dell´Area marina protetta di Capo
Carbonara, spiega che 'gli esemplari di Foca Monachus monachus
probabilmente viaggiano tra Capo Carbonara e Orosei in cerca di
anfratti tranquilli nei quali riprodursi o riposare. Fino a 25 anni fa
popolavano ancora le coste sarde, poi la loro presenza si è fatta
sporadica. Vanno e vengono nuotando fra le coste sarde, quelle
tunisine, greche e turche. Sono dei grandi nuotatoti e coprono grandi
distanze senza fatica.'
Negli ultimi anni è capitato spesso che qualche
turista o pescatore locale riferisse di avere avvistato quello che in
Sardegna viene chiamato il 'bue marino'. 'È molto probabile - spiega la
dottoressa Maggiani -che alcuni di questi avvistamenti fossero reali ma
per avere delle prove concrete sarebbe stato necessario un documento
fotografico e non sempre si ha a portata di mano una macchina
fotografica.' È poi difficile che un animale timido come la foca monaca
resti in posa a farsi immortalare dal turista di turno.
'L´ultimo
avvistamento accreditato - conferma la biologa -risale al 2002 ed è
stato effettuato all´interno dell´Area marina protetta di Capo
Carbonara.' È forse presto per parlare di un ritorno ma, precisa la
Maggiani, 'è probabile che le foche monache non se ne siano mai andate
definitivamente dalla Sardegna. Non sono animali stanziali e la loro
presenza dipende fortemente da quella antropica'. Insomma tornano se
non le si disturba. E per questo il riserbo, anche sugli ultimi
avvistamenti, è massimo e le informazioni che vengono concesse dagli
studiosi dell´Area marina sono pochissime. Tutto per depistare i
curiosi che potrebbero compromettere anni di studi e appostamenti.
'Le
norme restrittive che vigono nelle zone delle aree protette - continua
Federica Maggiani - hanno dato i loro frutti. Siamo sulla buona strada
per offrire a questa specie in via di estinzione dei luoghi nei quali
possa sentirsi sicura. In tutto il Mediterraneo ne restano 300/350
esemplari. Le colonie più numerose sono in Grecia e Turchia ma la
speranza è che se ne costituiscano anche dalle nostre parti. Per questo
non dobbiamo abbassare la guardia e mantenere massimo il livello di
protezione di queste zone.'
La Sardegna, infatti, vuole tornare a
essere ospitale col simpatico mammifero. L´Area marina protetta di Capo
Carbonara da tempo monitora la situazione dei cetacei: 'Da due anni -
racconta con orgoglio la Maggiani - possiamo avvalerci, per i nostri
studi, dell´apporto di telecamere e rilevatori sonori posti sui
fondali. Ora avremo a disposizione un´attrezzatura specifica per le
foche. I loro versi viaggiano su onde sonore differenti rispetto a
quelle dei delfini, per questo servono apparecchiature nuove.'
Insomma
qualsiasi cosa consenta agli studiosi di fare ricerca senza disturbare.
La biologa ricorda con emozione il suo avvistamento: 'Eravamo in mare
per fare dei rilevamenti sui delfini quando all´improvviso emerse una
foca. Fu un´emozione fortissima ma anche la conferma di anni di ipotesi
e speranze.'
Claudia Mura
tratto dalla Lista Vertebrati

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