Questo progetto, finanziato dalla Regione Puglia su fondi POR, si
pone come scopo ultimo la ricostituzione in natura di una
popolazione di Gobbo rugginoso (Oxyura leucocephala) in grado
di mantenersi e riprodursi in completa autonomia, a cui si
deve associare anche la crescita di una più diffusa sensibilità ambientale
sia pubblica che privata.
Tra le varie regioni italiane candidate alla reintroduzione del
Gobbo Rugginoso, la Puglia, ed in particolare le zone umide del
Parco Nazionale del Gargano, è risultata quella con le caratteristiche
più adatte alla potenziale creazione di una nuova
popolazione di quest’anatra.
Gli specchi d’acqua dolce permanenti dell’Oasi Lago
Salso, con profondità che varia da 0,5 a 2 metri, alternati
agli estesi e folti
canneti costituiscono un ambiente ideale in cui questa specie
può vivere e riprodursi. Quest’area inoltre sembra
non sia
frequentata dal Gobbo della Giamaica (Oxyura jamaicensis), una
specie esotica molto simile al Gobbo rugginoso che ha la
possibilità di ibridarsi con esso, con il rischio di fare
scomparire la specie autoctona.
Dalla primavera 2000, in apposite voliere costruite presso il
Centro Fauna Selvatica del Parco Nazionale del Gargano, sono
ospitati esemplari già nati in cattività e originari
della Spagna (Parco Nazionale Doñana), che ogni anno si riproducono.
Attualmente ve ne sono una cinquantina circa.
Si prevede di rilasciare nell’area, quando la popolazione
in cattività avrà raggiunto i 100 esemplari, gli individui
nuovi nati che
costituiranno l’iniziale popolazione di Gobbo rugginoso nelle
zone umide del Parco Nazionale del Gargano.
Il CSN, che ha progettato l’intervento, in fase di realizzazione
ha la responsabilità delle azioni di sensibilizzazione attraverso
viste guidate, interventi didattici in classe ed eventi aperti
al pubblico presso l’Oasi Lago Salso.
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