Il bacino del fiume Fortore è amministrativamente frazionato
in tre regioni: Puglia, Molise e Campania, ed in tre province:
Foggia, Campobasso e Benevento. Per quanto concerne l’aspetto
naturalistico, sul fiume sono stati individuati e perimetrati,
ai
sensi della Direttiva Habitat, tre proposti Siti di Importanza
Comunitaria (pSIC), uno per ciascuna regione.
I pSIC del fiume Fortore sono l’oggetto del progetto LIFE
denominato “Azioni urgenti di conservazione per i pSIC del
Fiume
Fortore”, cofinanziato dall'Unione europea, che vede capofila
la Comunità Montana dei Monti Dauni Settentrionali (FG)
coadiuvata da un tavolo di partenariato interregionale costituito
da:
• Regione Molise;
• Regione Puglia;
• Regione Campania;
• Autorità di Bacino Interregionale dei Fiumi Trigno,
Biferno e minori, Saccione e Fortore;
• Provincia di Foggia;
• Comunità Montana del Fortore (BN);
• CONSIAT S.p.a. (Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’Alto
Tavoliere);
• Centro Studi Naturalistici O.n.l.u.s..
Il progetto ha una durata temporale di 5 anni e si concluderà nel
marzo 2010.
L'obiettivo generale del progetto è bloccare i fenomeni
di degrado degli habitat del fiume Fortore causati dai prelievi
idrici eccessivi e non regolamentati, dall'artificializzazione
dell'alveo, dall'eccessiva pressione delle attività antropiche
(agricoltura in
primis) e conseguire un miglioramento complessivo del suo stato
di qualità ambientale. In attuazione del D.Lgs. n. 152/99
e
dalla Direttiva 2000/60/CE, l’obiettivo generale sopra enunciato
si intenderà conseguito se al termine del progetto sarà stato
riscontrato un aumento di almeno una classe, rispetto allo stato
iniziale riscontrato all’avvio del progetto, tra le cinque
classi di
qualità ecologica (Elevato, Buono, Sufficiente, Scarso e
Cattivo) individuate dalla normativa.
Il progetto inoltre punta a fornire all'Autorità di Bacino
Interregionale - soggetto giuridicamente competente sui pSIC
della presente proposta - un Sistema Informativo Territoriale
e un Piano di Gestione a lungo termine che consenta di attuare una
seria
politica di conservazione sulle aree e di raggiungere entro il
termine del 2015, fissato dalla Direttiva Acque, il buono stato
ecologico, definito come la capacità del corpo idrico di
mantenere i processi naturali di autodepurazione e di sostenere
comunità
animali e vegetali ampie e ben diversificate.
Si intende conseguire l'obiettivo generale attraverso due linee
direttrici:
1. l'attuazione di interventi che puntino direttamente a salvaguardare
e ricostituire gli habitat minacciati e/o degradati e a
sostenere le specie animali maggiormente penalizzate attraverso
1) la realizzazione di adeguate sistemazioni idraulicoforestali
per sponde, alvei e aree golenali, che mantengano un elevato
grado di dinamicità nel loro assetto e 2) il
posizionamento di bat box per chirotteri e carnai per rapaci;
2. l’avvio di una politica di gestione integrata del bacino
fluviale con il coinvolgimento di tutti i soggetti sociali
(associazioni ambientaliste, associazioni di categoria, proloco,
scuole, università), istituzionali (Comuni, Province,
Comunità montane, Regioni) ed economici (agricoltori, allevatori,
industriali) attraverso l’adozione di misure
diversificate (comitato di coordinamento per il piano di gestione,
programmi scolastici di educazione ambientale,
campagne di sensibilizzazione del pubblico, incentivi per pratiche
agricole a basso impatto ambientale).
[ www.lifefortore.eu ]
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