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Inverno piovoso
Un inverno così piovoso non si vedeva da tempo e gennaio, come
dicembre, non si smentisce.
Tanta abbondanza di acqua, se da un lato può creare dei disagi,
dall´altro garantisce il ricrearsi delle scorte idriche, sia della falda
che del sistema superficiale, entrambi troppo sfruttati dall´uomo. E
in provincia di Foggia, una delle aree più aride d´Europa, non si può
che essere contenti di ciò.
Nella foto a lato la piena del Carapelle.
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Pantano di Santa Lucia
Nella zona pedegarganica le abbondanti piogge hanno ridato vita al
Pantano Santa Lucia, già conosciuto con questo toponimo nei tempi
antichi, segno che un tempo i periodi piovosi non erano inusuali.
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Prati allagati all´Oasi Lago Salso
Molte specie di uccelli ritrovano così gli ambienti umidi ideali, come
all´Oasi Lago Salso, dove in alcune ex-aree agricole, già destinate
a restare incolte, si sono ricreati i cosiddetti “prati allagati”, ovvero
pascoli ricoperti da qualche centimetro d´acqua. Questi ambienti
sono praticamente scomparsi in Capitanata, tranne alcune
eccezioni, e all´Oasi il CSN sta portando avanti azioni di ripristino
proprio per garantire la presenza di questi habitat di notevole
valore naturalistico-ambientale che costituiscono un´area di rifugio
importante, per anfibi e rettili e, tra gli uccelli, per alcune specie di
anatre, oche, aironi e, soprattutto, per i limicoli.
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Rarità d´inverno
Lo studio sulla comunità ornitica che frequenta queste aree
comprende anche i censimenti invernali degli uccelli acquatici nel
corso dei quali vi sono già state delle belle sorprese, come
centinaia di chiurli e vere e proprie rarità, come l´Aquila anatraia
maggiore, una specie che frequenta poche zone italiane, soprattutto
come svernante, avvistata dagli ornitologi del CSN proprio all´Oasi
Lago Salso. Nella foto l´aquila è a destra, mentre sulla sinistra c´è
un Falco di palude.
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Muschi
L´acqua favorisce anche alcune specie vegetali, tra queste, vi sono i
muschi come queste briofite che, in una suggestiva immagine,
testimoniano la loro attività riproduttiva facilitata proprio
dall´elevata umidità ambientale.
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Torrenti di Capitanata
I torrenti di Capitanata alimentano piccoli ambienti umidi di
particolare rilevanza naturalistica come piccoli stagni e corsi
d´acqua che, fra qualche mese, saranno importantissimi per la
sopravvivenza di molte specie di anfibi fra cui alcune minacciate e
rare come l´Ululone dal ventre giallo, i tritoni (italico e crestato), la
Rana agile e la Rana italica, che qui troveranno sicuri e ottimi siti
per la riproduzione (nella foto uno dei tratti più elevati del torrente
Vulgano nei pressi di Guado del Tufo a Biccari);
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Troppa acqua?
La grande quantità di acqua che affluisce negli invasi fra poco li
saturerà. Nella foto a lato la diga sul torrente Celone, ormai quasi
al massimo della sua capienza. Sarebbe opportuno, proprio in
queste annate che si prevedono piovose e nelle quali i corsi idrici
garantiranno un flusso notevole per lungo tempo, aprire le chiuse
per garantire il deflusso minimo vitale per tutti gli ecosistemi
situati a valle degli sbarramenti e scongiurare eventuali aperture
improvvise delle chiuse per motivi di sicurezza.
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Primavera alle porte
Sebbene l´inverno faccia sentire ancora sentire i suoi rigori, la
primavera è alle porte e la natura si prepara come testimoniano le
prime fioriture dei piè di gallo ai bordi dei boschi, come queste
riprese sui Monti Dauni.
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SALVIAMO LA PALUDE DI SAN FLORIANO
Purtroppo ancora una volta si è dovuto constatare un incredibile
attacco al nostro inestimabile patrimonio naturale. Una delle zone
umide più importanti del Mediterraneo, dichiarata sito chiave per
una specie minacciata come la Moretta tabaccata ed inserita in una
Zona di Protezione Speciale, la Valle San Floriano nei pressi delle
Saline di Margherita di Savoia, di proprietà del gruppo “Amadori”, è
stata bonificata per oltre 150 ettari, con il risultato di ridurne di
circa 1/3 la sua estensione in favore di campi coltivati. Il CSN
vuole sollevare la questione proprio perché si tratta di un sito
importantissimo, per la cui alterazione ci saranno ripercussioni non
solo per l´intero sistema ecologico della Capitanata, ma anche per
le elevate probabilità che la Comunità Europea possa infliggere
multe salate allo Stato italiano e agli enti che non hanno garantito
la tutela del sito. Per dire NO a questo ennesimo scempio ambientale
si può firmare la petizione al sito
http://www.firmiamo.it/salviamolapaludesanfloriano
Sul sito del CSN è inoltre scaricabile un dossier su quello che sta accadendo alla zona umida di San Floriano.
Nell´immagine a lato una delle aree bonificate e coltivate.
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Hanno collaborato:
Per i testi: Matteo Caldarella e Michela Ingaramo
Per le foto: Matteo Caldarella e Maurizio Marrese
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